Covid, possibile vaccinare 3 milioni di persone nelle coop

Cooperative pronte ad aprire sedi, magazzini e uffici per vaccinare 3 milioni di persone fra dipendenti e loro familiari. E’ quanto annuncia l’Unione europea delle cooperative (Uecoop) in riferimento al nuovo piano vaccinale del Governo Draghi che prevede a regime di mettere in sicurezza mezzo milione di italiani al giorno. Nelle quasi 80mila cooperative italiane distribuite su tutto il territorio nazionale ci sono spazi dentro e fuori le città per organizzare centri vaccinali dove far confluire il milione di dipendenti e soci con i loro familiari per immunizzare una parte importante della popolazione con la massima velocità possibile contrastando la diffusione del virus e delle sue varianti più contagiose. Una operazione da coordinare con Stato, Regioni e uffici sanitari sui territori in modo da garantire la scelta delle strutture migliori e l’organizzazione degli afflussi e delle vaccinazioni per permettere una più rapida ripresa del Paese come indicato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi.

Offriamo al Governo - ha dichiarato Gherardo Colombo, Presidente di Uecoop - la disponibilità dell’Unione europea delle cooperative Uecoop a  collaborare per la realizzazione del piano vaccinale straordinario. Le cooperative aderenti metteranno a disposizione, ciscuna per quanto può, aree riservate dentro uffici con ingressi separati, magazzini con zone separate, parcheggi coperti e scoperti, come spazi nei quali procedere alle vaccinazioni con ogni cautela, per mettere in sicurezza dipendenti, soci e famigliari e offrire spazi per le vaccinazioni anche della rimanente popolazione".

Il sistema italiano delle cooperative, che opera dai trasporti alla sanità, dalla scuola all’assistenza agli anziani, dalla manifattura all’ambiente, rappresenta circa l'8% del Pil generando un fatturato di 150 miliardi di euro all’anno. Con la sua presenza trasversale su più comparti il mondo cooperativo riveste un ruolo strategico essenziale per la capacità di resilienza del sistema economico nazionale nel momento di massima pressione dell’epidemia e per il rilancio del Paese con l’uscita dalla fase più acuta della crisi sanitaria.

La situazione di emergenza sanitaria ha già portato le cooperative a riorganizzazione il personale, gli spostamenti, i turni di lavoro e le precauzioni sanitarie. Da nord a sud della Penisola sono state intensificate la pulizia e la sanificazione dei locali e le dotazioni di sicurezza anti virus per il personale. I lavoratori delle cooperative sono concentrati soprattutto nella fascia fra i 30 e i 49 anni (58,5%), il 13,1% ha un’età compresa tra 15 e 29 anni e più di un quarto ha oltre 50 anni. Un addetto su 2 è donna mentre circa il 66% ha un diploma di scuola secondaria e più del 15% è laureato. Gli operai sono il 64,8% del totale, gli impiegati rappresentano il 30,8%, mentre il resto sono quadri, apprendisti e dirigenti. Uno scenario variegato in grado di coinvolgere fasce diverse di popolazione italiana e di aumentare quindi l’efficacia dei vaccini contro la diffusione del virus.

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