Anziani, oltre 300mila in casa di riposo

Con oltre 300mila nonni in casa di riposo è positivo l’intervento della Polizia nei confronti di cinque persone accusate di maltrattamenti nei confronti di un 84enne gravemente invalido in una comunità alloggio a Palermo. E’ quanto afferma l’Unione europea delle cooperative (Uecoop) nel sottolineare l’importanza dei controlli e di una vigilanza continua per garantire sempre il benessere degli ospiti delle case di riposo in Italia e il rispetto dei massimi livelli di qualità e servizio. In una realtà come quella italiana, dove gli anziani con oltre 85 anni sono più di 2 milioni, serve un continuo miglioramento dei servizi di welfare e di sostegno che vedono già impegnati in prima linea 350mila operatori di cooperative sociali e di assistenza che seguono 7 milioni di famiglie affiancando il lavoro dei servizi pubblici. L’allungamento della vita cambia le metodologie di cura in relazione ai nuovi bisogni della popolazione. Lo scenario che si sta delineando è una società dove gli anziani cresceranno di numero con un bisogno di sempre maggiore assistenza e servizi sia nelle città che nei piccoli centri urbani a fronte di network familiari con minor capacità di seguire i parenti più avanti negli anni. E nonostante le case di riposo abbiano in generale un ottimo livello di qualità dell’assistenza e siano cresciute del 30% in dieci anni, in Italia la disponibilità media è solo di 1 posto letto ogni 41 anziani con richieste in aumento nonostante rette che vanno dai 1.000 ai 3.000 euro al mese a seconda della posizione della struttura, dai servizi offerti e dalla possibilità di ospitare anche a persone non autosufficienti. Proprio gli anziani non autosufficienti raddoppieranno fino a quasi 5 milioni entro il 2030. In base agli ultimi dati disponibili 1 anziano su 3 ha gravi difficoltà a prepararsi da mangiare, fare la spesa, prendere le medicine, pulire la casa, mentre addirittura più dell’11% ha problemi a prendersi cura di se stesso: dal fare il bagno o la doccia a sdraiarsi o sedersi sul letto fino a indossare abiti o svestirsi. Una situazione che impone di organizzare un sistema di welfare in grado di soddisfare la domanda di assistenza e servizi delle famiglie italiane potenziando la collaborazione fra il settore pubblico e quello privato.

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